Grotte di Sambughetto, sabato 7 gennaio.

Ed eccoci al primo appuntamento annuale, impegnativo e allo stesso tempo intrigante: esplorazione fotografica nelle grotte naturali di Sambughetto in valle Strona.  Alla vigilia una defezione importante prorompe, Eleonora non può essere dei nostri, dispiace sempre e a maggior ragione quando si tratta di chi la fotografia la vive anima e core, come direbbero a Roma.

Ritrovo più o meno puntuale al solito posto, partenza , arrivo in zona cambio tattico, tutti pronti ? Via… si sale nel breve cammino che ci separa dalle entrate. Mentre Enrico in breve spiegava ai presenti la storia geologica del luogo, facendo capire che la sua  laurea in geologia era stata sudata e non acquistata, Giancarlo scattava e pubblicava una foto di gruppo su facebook, taggando gli ignari e attenti presenti. E concedendo a loro dopo la lezione di Enrico, la consapevolezza che se avesse anche lui voluto o avuto, una laurea, sarebbe stato necessario optare con l’acquisto in qualche mercato nero di attestati falsi. Ma di fotografia si parlava e appellandosi (o aggrappandosi disperatamente) al fatto che le regole fotografiche sono state create per essere infrante, una modesta figura intellettuale la fece anche lui.
E finalmente si entra…
Breve calata e siamo tutti al cospetto della cascatella spettacolare. Giancarlo coordinava i presenti in turni fotografici nella postazione migliore sia per scattare che per ripararsi dalle lavate immancabili, perchè in qualsiasi punto diverso gli schizzi prodotti, in un attimo rendono ogni coraggioso e le sue attrezzature, umido al 200%. Mentre tutto ciò succedeva, Enrico e Sonia, distesi a pancia in giù  su di un masso liscio e fuori dalla portata degli zampilli, osservavano i fotografi all’opera, qualcuno di loro disse che sembravano i due vecchietti del Muppets Show, pronti a criticare  eventuali “intoppi”.
Completata la sessione, si scende. Enrico apripista e tutti dietro, ognuno di suo misura le varie altezze dei cunicoli, che se non fosse per il caschetto protettore, ahi ahi ahi. Passaggi sempre più stessi mannaggia, ti portano a strisciare contro le pareti e far capire quanto è importante indossare indumenti da battaglia. Oppure di servizio, vero Sonia??
Finalmente siamo nella stanza delle streghe, Giancarlo ed Enrico cercano di convincere tutti che nei massi e nei profili di roccia, esistono somiglianze concrete verso queste  creature da favola, e funziona!! Ci credono !!
Scherzi a parte, le somiglianze esistono davvero, tanto che gli scatti fotografici si susseguono senza tregua.
Facciamo una foto di gruppo? Siii, ci pensa Fulvio con la sua Sony da 100.000.000 di pixel e dotata di autoscatto intelligente, tanto intelligente da scattare subito dopo aver fatto prendere al malcapitato volontario, una sederata tonificante sull’unico spuntone di roccia presente nel raggio di 10 metri, immortalando così un’espressione compiaciuta, quasi di piacere fisico. Saranno state le streghe?
Finalmente la risalita,  ma non fatta nel percorso di discesa, ma un’altra via più strisciante. Pancia a terra, testate importanti e tonificanti e pian piano si sale. Giancarlo durante la salita rompe il secondo frontalino regalato dall’amico Fabio come il primo. E chi glielo dice adesso???
Siamo fuori finalmente, si mangia al sacco, qualcuno si spoglia della tuta e viene subito immortalato con uno scatto. L’organizzazione a fine pasto offre ai partecipanti il tradizionale panettone, e mentre si logora per accendere il fornellino, che poi alla fine non si accenderà mai, ripiega sul te caldo già pronto. Eppure la bomboletta è nuova… si si si… facciamo finta di crederci va.
Entrata nel ramo fossile finalmente, più comodo meno sporchevole e, pieno di ragnetti simpatici da fotografare. Il tempo passa veloce e tra un ennesima testata e un altra, siamo di nuovo all’aria aperta.
Altra foto di gruppo in una fessura naturale del marmo e si ritorna sui propri passi e sulla via di casa. Passando ovviamente per il bar del paese di Forno, dove davanti alle birre e gassosa, che poi fa più fico chiamarle panachè, si commentano più che gli scatti, le testate e le lavate prese, ma soprattutto come fare per pulire le attrezzature.

E’ stata una bella giornata per tutti, chi scrive spera anche interessante nella speranza che ognuno dei partecipanti abbia aggiunto un’altro piccolo tassello alla propria conoscenza fotografica. Arrivederci alla prossima… e registratevi al sito :-)

In allegato una galleria fotografica delle grotte di Sambughetto realizzata da Giancarlo, che impaziente ora aspetta le vostre fotografie.

Il lago Maggiore

Questa foto mi ha fatto sudare parecchio, ma non fisicamente per fortuna, ma nel senso che trovare una giornata limpidissima nei caldi mesi estivi sopra il lago Maggiore è molto probabile. L’evaporazione dell’acqua produce sempre una leggera foschia che ad occhio nudo magari è impercettibile, ma in fotografia è l’opposto.
La foto in questione è quella panoramica quasi a 360 gradi che ritrae per l’appunto il grande lago e tutti i territori che gli fanno da contorno. Era un’idea fotografica che avevo in mente e che poi ho realizzato, quando ancora di libro non se ne parlava proprio, e non mi passava nemmeno per l’anticamera del cervello che l’avrei poi fatto.
Quell’anno era dalla primavera che aspettavo le condizioni giuste per poter fare la foto, ma arrivati quasi a fine mese di agosto, nessuna giornata caratterizzata da venti forti che spiravano da nord a sud e che rendono limpide le giornate. A quei tempi non seguivo bollettini meteo, la fotografia era un hobby punto e basta, se uno scatto non posso farlo adesso, lo farò più avanti.
Ma mi ricordo quella mattina di agosto, che ventone, ma porca paletta, proprio oggi che dobbiamo partire per il mare doveva arrivare? Non posso non approfittare, chissà quando mi ricapita.
Da li a poco per la gioia di mia moglie e mio figlio partimmo per la vacanza, ma arrivati allo svincolo di Gignese il fuori programma, si sale al Mottarone, si lascia l’auto e ci si incammina verso il punto di ripresa. La foto originale è composta da 52 scatti, il cavalletto che avevo ai tempi e faceva miracoli in questo caso non l’ho utilizzato, avevo imparato a scattare senza nelle giornate luminose per fortuna.

La deviazione sulla via delle vacanze durò un paio di orette in tutto, e alla fine una foto onesta uscì.  Anche se pensandoci bene, bisogna essere un poco fuori per fare certe cose.

Orizzonti: il lago Maggiore

E’ possibile acquistare il file della fotografia tramite pagamento sicuro gestito da Paypal e farla stampare dove ti è più comodo. Le opzioni sono due:
Il file in bassa risoluzione per formati fotografici misura massima 13×19 cm
Il file in alta risoluzione per formati fotografici misura massima 40×60 cm
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